Buongiorno :)
NUOVO BLOG : STORIE PER LA STRADA
Questo post serve solo per reindirizzarvi sul nuovo blog
NUOVO BLOG : STORIE PER LA STRADA
Ossia il blog resta lo stesso, ma cambia la piattaforma.
Da Blogger divento Wordpress, e tante cose migliorano.
NUOVO BLOG : STORIE PER LA STRADA
I motivi della scelta variano, dai più semplici ai più complessi. In primis diciamo che Google da tanto, quanto leva. E se in passato ci sono stati screzi riguardo l'account con youtube, e ti hanno disattivato l'account, questo non sarà mai più fruibile, in nessun caso, e non ci sarà mai modo di ripristinarlo, anzi, Google stesso dichiara che ti può chiudere la pagina come e quando vuole e senza preavviso. Questa cosa io la trovo terrificante, magari dopo aver scritto tanti articoli e aver creduto di averli salvati qui sopra, apri una mattina e non trovi più niente. Direi che proprio non è fattibile, visto che la stabilità di una piattaforma, anche per quanto riguarda la risoluzione di alcuni problemi che possono sorgere, è la prima cosa.
La seconda motivazione riguarda l'inserimento di alcuni annunci sulle pagine. Per il motivo di cui sopra, Google non accetta l'inserimento di alcuni banner, perciò io continuerei a scrivere all'infinito, ma senza alcun profitto. Il blog non nasce per avere profitti, sia chiaro, ma se un domani volessi non potrei farlo in nessun caso, perciò per ottenere una cosa del genere, dovrei trasferire l'intero blog su una nuova piattaforma, come sto facendo adesso, oppure su un sito web ma con un altro account. Meglio farlo ora che la mole degli articoli è piccola.
Il terzo motivo riguarda anche i miglioramenti, sia per quanto riguarda la grafica, che per quanto concerne la lettura da parte vostra.
Blogger nasce come "base" per i blog, ma graficamente è un po' indietro rispetto ad una piattaforma come Wordpress, che volendo consente anche di comprare un dominio personalizzato a pochi euro all'anno. Visto che dobbiamo pensare, facciamolo in grande, perché no!
Ora non voglio assolutamente inabissare Blogger con commenti negativi, perché resta comunque una base utile, almeno per cominciare. Però c'è da dire che è come quando ti compri la bicicletta. Prima una semplice e con le rotelle, poi una un po' più complessa, magari con le marce, e una rotella se ne va. Alla fine ti ritroverai a volere la mountain bike, con cambio shimano, senza rotelle ma con le ali che si aprono dal sotto sedile, telaio in alluminio soffiato dai vetrai di Murano, pedali a scomparsa nelle gambe, tom tom integrato, Wi-Fi, GPS, fotocamera nei comandi del manubrio, omino che esce dalla manopola e ti dice se qualcuno dietro ti sta per investire, lazzi, mazzi, pazzi e sprizzi. Si sa, le cose vanno così :)
PERCIO' RIBADISCO IL CONCETTO :
NUOVO BLOG : STORIE PER LA STRADA
Cambio grafica e possibilità, ma chi scrive resta sempre uguale...
Buon Divertimento e Grazie per le visite!!
mercoledì 14 dicembre 2016
domenica 11 dicembre 2016
Perché ci piace il Kindle (o il Kobo).
Carta riciclata, carta bianca, porosa, lucida. Carta liscia, ruvida, o mista. Fogli grandi, medi o piccoli. Anche piccolissimi o grandissimi. Pagine che girano per la voglia di scoprire cosa c'è dopo. Pagine che restano lì per giorni e giorni, perché non abbiamo tempo, oppure perché la storia non è abbastanza avvincente per spronarci ad andare avanti. Pagine singole, doppie, o con un fiore secco tra di loro. Volumi pesantissimi, o tascabili, che ci possiamo portare sul bus, in metro, o addirittura al mare. Caratteri leggibili o troppo piccoli, per chi non ha occhiali a portata di mano. Frasi sottolineate, o evidenziate, perché ci ricordano qualcosa, o perché non vogliamo perdere quel determinato pensiero, che ci fa capire, qualcosa.
E ancora. Volumi uno sopra all'altro in un angolo di casa, oppure come sostituzione alle gambe di un tavolinetto da salotto, o impilati in un arredo alternativo.
Appoggiati sul comodino, per un viaggio piacevole prima di dormire, o per conciliare il sonno, quando non arriva. Su un mobiletto al bagno per favorire la concentrazione di "certi momenti". Emozioni che corrono lungo le righe, ansia di voltare pagina, ricordi che affiorano e sfiorano, altri che se ne vanno perché siamo troppo immersi nella lettura. Qualcuno accosta una bevanda calda a quei momenti, qualcuno una fredda. Qualcuno lo usa su un divano, alcuni seduti ritti, sulla sedia di cucina. Altri nella sala di attesa di un dentista, e ancora altri sotto la pensilina, aspettando il treno, oppure, testematte nel traffico, in macchina, quando proprio non si cammina.
Tutto questo, e anche di più è un libro.
Il libro è quell'oggetto che non passerà mai di moda, che bene o male qualcuno scriverà sempre, per raccontarci altre storie. Il primo libro della storia (che conosciamo), risale all'anno 868 e proviene dalla Cina (e te pareva!) e contiene un'antica preghiera Buddista. Il libro fu ritrovato nel 1907 dall’archeologo ungherese Marc Aurel Stein, nelle Grotte di Mogao presso Dunhuang, nella regione cinese del Gansu. Il metodo utilizzato per stampare questo libro fu la Xilografia.
E poi a un certo punto arriva il Kindle, o il Kobo.
Il Kindle o il Kobo, sono due Ebook reader, italianizzando, sono due dispositivi per la lettura dei libri in formato elettronico. In parole povere, si carica un libro sul dispositivo e parte la lettura. La differenza sostanziale tra un E-reader e un altro dispositivo, è che l'e-reader non ha riflessi quando siamo sotto al sole, e serve esclusivamente per la lettura dei libri, perciò la memoria dedicata si usa solamente per la conservazione dei file. Questi dispositivi hanno il wi-fi integrato, se serve per connettersi ad internet qualora ci sia una connessione wi-fi disponibile, e scaricare libri in vari formati. Il Kobo legge molti formati in più del Kindle. Il Kindle in compenso costa un po' meno. Diciamo che personalmente trovo buoni tutti e due, poi la scelta è un po' a gusto.
La bellezza dell'e-reader è che se ti piace un libro, ma non vuoi spendere troppi soldi, puoi comprarlo a prezzo bassissimo, o addirittura trovarlo gratis nei vari store. Questa cosa non è da poco, visto che a volte magari ci viene voglia di leggere un libro, ma per farlo bisogna comprarlo e se non è una delle nostre letture di solito interesse, lo lasciamo perdere, perché magari costa 10 euro, che non è moltissimo, ma sono sempre 10 euro, per un libro di cui siamo solo curiosi. In questo modo si possono leggere le cose più disparate, senza per forza doverle pagare tanto.
Un'altra caratteristica che va alla grande, è che l'e-reader pesa pochissimi grammi (circa 170). Se anche un libro è grande, diciamo supera le 700 pagine, quindi in borsa pesa, con il dispositivo non abbiamo questo problema, e ce lo possiamo portare dietro anche tenendolo in tasca. Non è cosa da poco, per chi come me, fa scorpacciate di almeno un libro a settimana.
Qualche altra differenza.
Il Kindle non ha la retroilluminazione, perciò è proprio come sfogliare un libro, che con il buio della sera non si può più leggere e ci vuole una luce accesa. Il Kobo invece è dotato anche di led inseriti nella cornice, così da poter leggere anche di notte, sotto le coperte.
Sia Kindle che Kobo hanno una batteria che dura settimane, e non un giorno, poiché l'unico consumo è nel momento in cui si "gira pagina", o si scarica un file, che tra l'altro può essere aggiunto anche collegando il cavetto al PC.
Entrambi possono contenere quasi fino a 1400 libri, per la versione base, cioè con meno giga di memoria. Altrimenti siamo anche sui 3000 libri, se aumentano i giga e quindi la memoria.
Le lettere sono fatte di inchiostro e non in pixel, per questo la loro lettura non stanca gli occhi, come farebbe un tablet o lo schermo di un PC.
Numeri alla mano, nel luglio 2010 le vendite di eBook hanno superato quelle di libri cartacei rilegati; nel gennaio del 2011, sorpasso anche sulle edizioni tascabili; nel maggio dello stesso anno, il sorpasso definitivo: per ogni 100 libri, di qualsiasi tipologia, vengono venduti 105 eBook. E' ovvio pensare che la convenienza ci sia realmente, e non sia solo una questione di mania per la tecnologia.
Per quanto mi riguarda, un libro resta sempre un libro, e come molti che hanno acquistato uno di questi dispositivi, continuerò a comprarne qualcuno, se non altro almeno quelli del mio autore preferito, cioè Stephen King, per il quale sacrificherei anche l'ultimo centesimo!
Di contro posso dire che è vero, una casa senza libri è una casa senza anima, però è anche vero che non si possono conservare sempre tutti i libri che si comprano perché se si legge molto, ci vorrebbe una biblioteca pari alla British Library, nel Regno Unito, a Londra, che contiene 170.000.000 volumi. Sarebbe bello, ma comunque non fruibile in termini di comodità!
Che altro dire? ...Compratevi un E-reader, non ve ne pentirete!
E ancora. Volumi uno sopra all'altro in un angolo di casa, oppure come sostituzione alle gambe di un tavolinetto da salotto, o impilati in un arredo alternativo.
Appoggiati sul comodino, per un viaggio piacevole prima di dormire, o per conciliare il sonno, quando non arriva. Su un mobiletto al bagno per favorire la concentrazione di "certi momenti". Emozioni che corrono lungo le righe, ansia di voltare pagina, ricordi che affiorano e sfiorano, altri che se ne vanno perché siamo troppo immersi nella lettura. Qualcuno accosta una bevanda calda a quei momenti, qualcuno una fredda. Qualcuno lo usa su un divano, alcuni seduti ritti, sulla sedia di cucina. Altri nella sala di attesa di un dentista, e ancora altri sotto la pensilina, aspettando il treno, oppure, testematte nel traffico, in macchina, quando proprio non si cammina.
Tutto questo, e anche di più è un libro.
Il libro è quell'oggetto che non passerà mai di moda, che bene o male qualcuno scriverà sempre, per raccontarci altre storie. Il primo libro della storia (che conosciamo), risale all'anno 868 e proviene dalla Cina (e te pareva!) e contiene un'antica preghiera Buddista. Il libro fu ritrovato nel 1907 dall’archeologo ungherese Marc Aurel Stein, nelle Grotte di Mogao presso Dunhuang, nella regione cinese del Gansu. Il metodo utilizzato per stampare questo libro fu la Xilografia.
E poi a un certo punto arriva il Kindle, o il Kobo.
Il Kindle o il Kobo, sono due Ebook reader, italianizzando, sono due dispositivi per la lettura dei libri in formato elettronico. In parole povere, si carica un libro sul dispositivo e parte la lettura. La differenza sostanziale tra un E-reader e un altro dispositivo, è che l'e-reader non ha riflessi quando siamo sotto al sole, e serve esclusivamente per la lettura dei libri, perciò la memoria dedicata si usa solamente per la conservazione dei file. Questi dispositivi hanno il wi-fi integrato, se serve per connettersi ad internet qualora ci sia una connessione wi-fi disponibile, e scaricare libri in vari formati. Il Kobo legge molti formati in più del Kindle. Il Kindle in compenso costa un po' meno. Diciamo che personalmente trovo buoni tutti e due, poi la scelta è un po' a gusto.
La bellezza dell'e-reader è che se ti piace un libro, ma non vuoi spendere troppi soldi, puoi comprarlo a prezzo bassissimo, o addirittura trovarlo gratis nei vari store. Questa cosa non è da poco, visto che a volte magari ci viene voglia di leggere un libro, ma per farlo bisogna comprarlo e se non è una delle nostre letture di solito interesse, lo lasciamo perdere, perché magari costa 10 euro, che non è moltissimo, ma sono sempre 10 euro, per un libro di cui siamo solo curiosi. In questo modo si possono leggere le cose più disparate, senza per forza doverle pagare tanto.
Un'altra caratteristica che va alla grande, è che l'e-reader pesa pochissimi grammi (circa 170). Se anche un libro è grande, diciamo supera le 700 pagine, quindi in borsa pesa, con il dispositivo non abbiamo questo problema, e ce lo possiamo portare dietro anche tenendolo in tasca. Non è cosa da poco, per chi come me, fa scorpacciate di almeno un libro a settimana.
Qualche altra differenza.
Il Kindle non ha la retroilluminazione, perciò è proprio come sfogliare un libro, che con il buio della sera non si può più leggere e ci vuole una luce accesa. Il Kobo invece è dotato anche di led inseriti nella cornice, così da poter leggere anche di notte, sotto le coperte.
Sia Kindle che Kobo hanno una batteria che dura settimane, e non un giorno, poiché l'unico consumo è nel momento in cui si "gira pagina", o si scarica un file, che tra l'altro può essere aggiunto anche collegando il cavetto al PC.
Entrambi possono contenere quasi fino a 1400 libri, per la versione base, cioè con meno giga di memoria. Altrimenti siamo anche sui 3000 libri, se aumentano i giga e quindi la memoria.
Le lettere sono fatte di inchiostro e non in pixel, per questo la loro lettura non stanca gli occhi, come farebbe un tablet o lo schermo di un PC.
Numeri alla mano, nel luglio 2010 le vendite di eBook hanno superato quelle di libri cartacei rilegati; nel gennaio del 2011, sorpasso anche sulle edizioni tascabili; nel maggio dello stesso anno, il sorpasso definitivo: per ogni 100 libri, di qualsiasi tipologia, vengono venduti 105 eBook. E' ovvio pensare che la convenienza ci sia realmente, e non sia solo una questione di mania per la tecnologia.
Per quanto mi riguarda, un libro resta sempre un libro, e come molti che hanno acquistato uno di questi dispositivi, continuerò a comprarne qualcuno, se non altro almeno quelli del mio autore preferito, cioè Stephen King, per il quale sacrificherei anche l'ultimo centesimo!
Di contro posso dire che è vero, una casa senza libri è una casa senza anima, però è anche vero che non si possono conservare sempre tutti i libri che si comprano perché se si legge molto, ci vorrebbe una biblioteca pari alla British Library, nel Regno Unito, a Londra, che contiene 170.000.000 volumi. Sarebbe bello, ma comunque non fruibile in termini di comodità!
Che altro dire? ...Compratevi un E-reader, non ve ne pentirete!
giovedì 8 dicembre 2016
La doccia di mammà.
Domenica estiva. Sei solo a casa, e ti annoi a morte.
Ti sei stufato di stare su internet e pensi di uscire, per andare a trovare tua madre. Così ti prepari di tutto punto, ti metti in macchina e parti. Dopo 5 minuti sei tutto sudato e pensi "come arrivo una bella doccia non me la leva nessuno!"
Arrivi e tua madre prima ancora di baciarti, e chiederti come stai ti dice "ma che te voi fa 'na doccia?".
A quel punto la risposta giusta per salvarsi sarebbe un bel "no!", ma non ce la fai perché hai caldo, così le dici di sì.
Ti stai avviando in bagno, ma dietro di te uno scalpitio di passi, e una voce : “Ma 'ndo vai senza ciabatte??”
Al che tu le dici che non le hai perché ovviamente non te le sei portate. Così, lei ti da amorevolmente le sue 😁
C'è da dire che lei porta il 36 e tu il 42 ma te le devi mettere sennò bagni tutto 😁, e lei inizierà a gridare che tutte le volte che arrivi tu è come se fosse passato un uragano!
Poi ti chiede ancora "che vuoi un asciugamano?", e tu ironicamente rispondi di no, che ti asciughi all'aria come i nudisti di Capocotta. Ma lei insiste che "prendi freddooo", senza contare che fuori ci sono 40 gradi all'ombra.
Se ne va, e dopo pochi minuti torna con un accappatoio formato mini perché lei è alta 1.50 e tu 1.83, ma te lo devi mettere sennò bagni tutto!
Entri in bagno un po' sconsolato, ma già pensi all'acqua che ti accarezzerà la pelle tra pochissimo, e sorridi beato di quella pace tanto agognata.. Quando un grido echeggia dal piano di sopra : "lascia tutto come hai trovato, o ti faccio leccare il pavimento con la lingua!" Ma che schifo!
Entri in doccia finalmente, apri l'acqua e la trovi magicamente gelata!!!
"A mà, porca paletta, l'acqua è freddaaa!!!"
Arriva di corsa sennò ti raffreddi (fuori ci sono 40 gradi), richiude tutto, riapre tutto, smanetta 30 secondi, e subito l'acqua torna calda!
Arrivi e tua madre prima ancora di baciarti, e chiederti come stai ti dice "ma che te voi fa 'na doccia?".
A quel punto la risposta giusta per salvarsi sarebbe un bel "no!", ma non ce la fai perché hai caldo, così le dici di sì.
Ti stai avviando in bagno, ma dietro di te uno scalpitio di passi, e una voce : “Ma 'ndo vai senza ciabatte??”
Al che tu le dici che non le hai perché ovviamente non te le sei portate. Così, lei ti da amorevolmente le sue 😁
C'è da dire che lei porta il 36 e tu il 42 ma te le devi mettere sennò bagni tutto 😁, e lei inizierà a gridare che tutte le volte che arrivi tu è come se fosse passato un uragano!
Poi ti chiede ancora "che vuoi un asciugamano?", e tu ironicamente rispondi di no, che ti asciughi all'aria come i nudisti di Capocotta. Ma lei insiste che "prendi freddooo", senza contare che fuori ci sono 40 gradi all'ombra.
Se ne va, e dopo pochi minuti torna con un accappatoio formato mini perché lei è alta 1.50 e tu 1.83, ma te lo devi mettere sennò bagni tutto!
Entri in bagno un po' sconsolato, ma già pensi all'acqua che ti accarezzerà la pelle tra pochissimo, e sorridi beato di quella pace tanto agognata.. Quando un grido echeggia dal piano di sopra : "lascia tutto come hai trovato, o ti faccio leccare il pavimento con la lingua!" Ma che schifo!
Entri in doccia finalmente, apri l'acqua e la trovi magicamente gelata!!!
"A mà, porca paletta, l'acqua è freddaaa!!!"
Arriva di corsa sennò ti raffreddi (fuori ci sono 40 gradi), richiude tutto, riapre tutto, smanetta 30 secondi, e subito l'acqua torna calda!
Riflessioni sotto la doccia :
a. La doccia di tua madre è sempre più scivolosa della tua : Forse passa la cera anche lì.
b. Nella doccia di tua madre non puoi entrare con le ciabatte, quindi prima di usarla faresti bene a fare un corso di equilibrismo su saponette o rischi di romperti il collo!
c. La doccia di tua madre ha un fastidioso sgabello laterale murato, quindi o ci sali sopra, o ti ci metti d'accordo!
d. Nella doccia di tua madre troverai solo bagnoschiuma : al mughetto, alla fragola, alla vaniglia, alla rosa rosa. Perciò una volta dentro devi decidere se lavarti solo con l'acqua o puzzare di frutta per tutta la giornata.
e. La doccia di tua madre ha un insidia nascosta : Tua madre che ti osserva da dietro i vetri smerigliati, nell'attesa che tu fai cadere una sola goccia d'acqua sul pavimento!
f. Nella doccia di tua madre non puoi fumare, perché non c'è la finestra. Pena : una settimana di molestie perché "hai impuzzolito tutto il quartiere con quella sigaretta!"
Morale : Se vai a trovare tua madre in piena estate, e lei amorevolmente ti chiede "amore de mamma te voi fa 'na doccia?" A quel punto torna da dove sei venuto, oppure rispondi che sei passato solo per un caffè!
b. Nella doccia di tua madre non puoi entrare con le ciabatte, quindi prima di usarla faresti bene a fare un corso di equilibrismo su saponette o rischi di romperti il collo!
c. La doccia di tua madre ha un fastidioso sgabello laterale murato, quindi o ci sali sopra, o ti ci metti d'accordo!
d. Nella doccia di tua madre troverai solo bagnoschiuma : al mughetto, alla fragola, alla vaniglia, alla rosa rosa. Perciò una volta dentro devi decidere se lavarti solo con l'acqua o puzzare di frutta per tutta la giornata.
e. La doccia di tua madre ha un insidia nascosta : Tua madre che ti osserva da dietro i vetri smerigliati, nell'attesa che tu fai cadere una sola goccia d'acqua sul pavimento!
f. Nella doccia di tua madre non puoi fumare, perché non c'è la finestra. Pena : una settimana di molestie perché "hai impuzzolito tutto il quartiere con quella sigaretta!"
Morale : Se vai a trovare tua madre in piena estate, e lei amorevolmente ti chiede "amore de mamma te voi fa 'na doccia?" A quel punto torna da dove sei venuto, oppure rispondi che sei passato solo per un caffè!
Io vi ho avvisato eh!
martedì 6 dicembre 2016
L'inutilità del mezzo limone.
Ho bisogno di un limone. Apro il frigo. Guardo dentro, e nada. Nessuna traccia di limoni. Controllo nei cassetti e nulla. Guardo nel cestino della frutta, il vuoto più assoluto. Mi stupisco, ho sempre almeno un paio di limoni in frigorifero, ne faccio largo uso. Mi serve assolutamente un limone. Ricomincio il giro. Cassetti, cesta della frutta, cassettini del frigo, tavolo della cucina. Niente. A un certo punto alzo gli occhi, e nello scompartimento delle uova, sempre privo di uova dato che non le compro, perché non le mangio, e vedo una mezza sfera gialla rinseccolita a faccia in giù. A faccia in giù, perché in quel caso la faccia è la parte mancante del limone, visto che normalmente il limone una faccia non ce l'ha, essendo ovale, come le uova.
Prendo il mezzo limone rinseccolito, lo giro e penso che effettivamente un limone intero sarebbe stato molto meglio, perché mezzo limone è del tutto inutile. Non ci fai niente con mezzo limone, a parte poterci condire un'insalata o una camomilla, a patto certo, che non sia rinseccolito come questo che ho in mano, perché poi quando lo spremi esce la metà della metà del succo che normalmente uscirebbe se quel mezzo limone fosse una metà appena tagliata, e non un mezzo limone abbandonato nello scomparto delle uova.
Comunque un limone intero in questo momento non ce l'ho, perciò mi devo accontentare di mezzo. Rinseccolito. E' ghiacciato. Ma forse perché è inverno e fa freddo. Altrimenti sarebbe appena fresco, anche se comunque rinseccolito.
Non posso stringerlo in tutta la mano, in quanto mezzo e ghiacciato, pena : caduta istantanea delle dita per via del freddo. Così lo prendo con due dita e lo tiro giù dallo scomparto.
Lo adagio sulla cucina e provo a dargli una sommaria scaldata prima di provare a spremerlo.
Non si scalda. Inoltre se premo troppo perdo anche quelle ultime 3/4 gocce rimaste. Prendo lo spremiagrumi, ce lo metto sopra e pigio con tutta la forza. Uno, due, tre, e quattro. Finita la spremitura spero almeno in mezzo bicchiere. Alzo lo spremiagrumi e noto con dispiacere che da quel mezzo limone rinseccolito e semi congelato, è uscito appena un quarto di succo. Rigiro la buccia e controllo, magari è rimasto qualcosa e posso ancora dare un paio di spinte. Niente. E' rimasto solo il bianco della buccia. E a parte che per cucinare qualcosa, non serve a nulla. Così la butto e torno al mio quarto di succo. E' ancora ghiacciato. Decido di scaldarlo al microonde, ma giusto tre o quattro secondi. E' troppo poco il succo di mezzo limone, e va subito in ebollizione. Era decisamente meglio un limone intero. Dopo appena quattro secondi in croce, devo aprire lo sportello velocemente, perché sta per uscire tutto fuori dal bicchiere. L'ho appena detto che il succo di mezzo limone rinseccolito è troppo poco, anche per essere scaldato! Lo tiro fuori dal microonde e ci guardiamo sconsolati. Lui bolle nel bicchiere e io non so proprio che farci con quelle quattro gocce. Apro la dispensa e prendo il miele. Con un cucchiaino ne metto un bel po' nel bicchiere. Se fosse stato almeno un limone a questo punto avrei quasi 3/4 di bicchiere di succo e potevo usare un cucchiaio stracolmo di miele, anziché un minuscolo cucchiaino che ora straborda da tutte le parti. Lo metto dentro al bicchiere e comincio a girare. Gira, gira, gira......
Il succo è ancora caldissimo per fortuna, anche se adesso sembra più che altro una melma marroncina piuttosto densa. Sembra cemento, per la precisione. Sto per bere del cemento dolce.
Continuo a girare con un po' di fatica. Anche il miele si rifiuta di sciogliersi in quelle quattro gocce. Alla fine cede. Lentamente il miele e il succo del limone si fondono insieme, anche se passati questi 10 minuti ormai si è tutto intiepidito. Era meglio bello caldo, ma non posso rischiare di bruciare tutto in forno, così desisto. Prendo il bicchiere tra le mani, e bevo il mio sciroppo al mezzo limone rinseccolito e miele, che adesso sembra acqua torbida di tombino mai sturato da quando esistono le fognature, e pure appena tiepido.
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lunedì 5 dicembre 2016
Ragionamenti su Babbo Natale.
Mi stavo chiedendo come cavolo faccia Babbo Natale ad essere così veloce nella consegna dei regali il 24/12, e siccome qualcosa già così non mi tornava, ho fatto due conti. Ma giusto due, vediamo...
1) Secondo i calcoli risulta che le case sono almeno 91,8 miliardi (escludendo Buddisti, Induisti, Ebrei, Mussulmani ecc...), visto che al mondo ci sono circa 2 milioni di ragazzi sotto ai 18 anni e che di sicuro uno buono in ogni casa, sicuramente c'è.
2) Non si capiscono 3 cose sulle renne :
a) se sono transgeniche, b) se sono trans e basta, o c) se sono solo geniche, ma dopo approfondiremo.
Comunque non si capisce ulteriormente se Babbo Natale viaggi con loro o con una specie di razzo supersonico.
..Ma non torna lo stesso!! Perché come sappiamo le case sulla terra non sono distribuite in modo omogeneo, e come ho detto prima sono circa 91,8 milioni di fermate ed abbiamo calcolato 822,6 visite al secondo! Ora, se lo spazio medio che intercorre tra due fermate è di circa 1,154 KM e il viaggio totale è di 112 milioni di KM (in 31 ore, non lo dimentichiamo!), senza contare quello che ognuno fa normalmente ogni giorno, ogni circa 50KM... (parlo della pipì!!!), vuol dire che la slitta di Babbo Natale si muove a 962 KM/ al secondo.. e cioè 3000 volte la velocità del suono! ..E LA PEPPA!!!! 4) vogliamo ora parlare di quanto peso deve trasportare la slitta? ...parliamone.... Ammesso che ogni ragazzo non ottenga più di un mattoncino di lego medio del peso di circa 900 grammi, la slitta dovrà trasportare 321.300 tonnellate, ESCLUSO BABBO NATALE, che di solito viene descritto in notevole sovrappeso!! Su terreno, una renna tradizionale può trainare circa 136KG. Anche accettando la storia delle renne transgeniche volanti (vedere punto 2) che possono trasportare un peso 10 volte maggiore a quello che può trainare una renna "tradizionale", non basterebbero 8 renne....ma nemmeno 9. Servirebbero 214.200 renne, che incrementerebbero il peso (lordo) di 353.400 tonnellate ..ESCLUSA LA SLITTA!!! Concludendo (finalmente!), le altre 353 mila tonnellate che viaggiano a 962KM al secondo creerebbero un enorme attrito con l'atmosfera, e questo provocherebbe un surriscaldamento delle renne nella stessa misura di un'astronave al rientro nell'atmosfera. La prima coppia di renne assorbirebbe 14,3 quintilioni di energia al secondo, per ciascuna renna.
1) Secondo i calcoli risulta che le case sono almeno 91,8 miliardi (escludendo Buddisti, Induisti, Ebrei, Mussulmani ecc...), visto che al mondo ci sono circa 2 milioni di ragazzi sotto ai 18 anni e che di sicuro uno buono in ogni casa, sicuramente c'è.
2) Non si capiscono 3 cose sulle renne :
a) se sono transgeniche, b) se sono trans e basta, o c) se sono solo geniche, ma dopo approfondiremo.
Comunque non si capisce ulteriormente se Babbo Natale viaggi con loro o con una specie di razzo supersonico.
3) Grazie al fuso orario di ogni luogo, Babbo Natale, ha a disposizione 31 ore in totale per le consegne dei pacchetti, che mi pare un po' poco viaggiando con 8 renne semiubriache. E comunque, calcolando che viaggia da Est ad Ovest questo comporta 822,6 visite (circa) AL SECONDO!
Ciò significa che per ogni casa Babbo Natale ha 1 millesimo di secondo per :
a) parcheggiare; b) saltare fuori dalla slitta con il regalo giusto alla prima botta; c) scendere giù per il camino; d) riempire le calze perché la befana è svogliata; e) mettere i regali sotto l'albero; f) mangiare e bere qualsiasi cosa sia stata lasciata in giro (ammesso che sia dotato di un apparato digerente paragonabile a quello di un buco nero, e sia astemio, o comunque capace di reggere una quantità di cibo e alcool (e altre schifezze) infinita, perché in caso contrario sarebbe morto di indigestione dopo poche fermate o comunque sarebbe ubriaco fradicio!); g) risalire su per il camino; h) balzare sulla slitta; i) dirigersi alla casa successiva; FACCIAMO CHE CI CREDIAMO!!!!
..Ma non torna lo stesso!! Perché come sappiamo le case sulla terra non sono distribuite in modo omogeneo, e come ho detto prima sono circa 91,8 milioni di fermate ed abbiamo calcolato 822,6 visite al secondo! Ora, se lo spazio medio che intercorre tra due fermate è di circa 1,154 KM e il viaggio totale è di 112 milioni di KM (in 31 ore, non lo dimentichiamo!), senza contare quello che ognuno fa normalmente ogni giorno, ogni circa 50KM... (parlo della pipì!!!), vuol dire che la slitta di Babbo Natale si muove a 962 KM/ al secondo.. e cioè 3000 volte la velocità del suono! ..E LA PEPPA!!!! 4) vogliamo ora parlare di quanto peso deve trasportare la slitta? ...parliamone.... Ammesso che ogni ragazzo non ottenga più di un mattoncino di lego medio del peso di circa 900 grammi, la slitta dovrà trasportare 321.300 tonnellate, ESCLUSO BABBO NATALE, che di solito viene descritto in notevole sovrappeso!! Su terreno, una renna tradizionale può trainare circa 136KG. Anche accettando la storia delle renne transgeniche volanti (vedere punto 2) che possono trasportare un peso 10 volte maggiore a quello che può trainare una renna "tradizionale", non basterebbero 8 renne....ma nemmeno 9. Servirebbero 214.200 renne, che incrementerebbero il peso (lordo) di 353.400 tonnellate ..ESCLUSA LA SLITTA!!! Concludendo (finalmente!), le altre 353 mila tonnellate che viaggiano a 962KM al secondo creerebbero un enorme attrito con l'atmosfera, e questo provocherebbe un surriscaldamento delle renne nella stessa misura di un'astronave al rientro nell'atmosfera. La prima coppia di renne assorbirebbe 14,3 quintilioni di energia al secondo, per ciascuna renna.
Dunque in breve, si volatilizzerebbero praticamente all'istante, esponendo le renne alle loro spalle, e creando un assordante Bang supersonico nella loro scia. Babbo Natale a sua volta, verrebbe vaporizzato in 4,26 millesimi di secondo e sarebbe soggetto a forze centrifughe pari a 17.500 volte più veloci di quelle della gravità. A questo punto mi viene il dubbio che Babbo Natale non esista ecco.
O magari è morto disintegrato al primo tentativo di volo!!!
Info su renne : google.
Info su velocità, bang supersonici, e conteggi vari : calcolatrice e un amico matematico.
Chi ha tempo...
Quello che auguro sempre a tutti è il tempo. Tempo per capire, tempo per pensare, tempo per parlare, per vedersi, per spiegarsi, per litigare anche, e tempo per fare pace, tempo da prendere, ma anche da regalare col cuore, tempo perso, che perso non è mai alla fin fine, anche se lo usi per dormire in orari non consoni. Tempo per fare tardi e tempo per arrivare in tempo… tempo in avanzo e poco tempo, in modo che ciò che avresti dovuto fare prima e non hai fatto, poi lo devi fare per forza e di corsa… così la prossima volta lo farai in tempo (si spera!). Il tempo è la chiave di tutto. Banale no? Beh insomma, non per tutti. Molti sono convinti di avere tanto tempo, o come si suol dire “tutta la vita davanti”. Certo, perché no. Ma certe cose, certi gesti, vanno fatti prima che sia tardi, altrimenti dopo, non c'è più tempo, pur avendo ancora tutta la vita davanti. Il tempo c'è sempre, siamo noi che dovremmo sapere come gestirlo, ma spesso non accade e arriviamo tardi. E allora dopo che si fa? ….Eh, non se ne fa più niente. Perché chi aspetta non può aspettare in eterno, anche gli altri hanno il loro tempo da riempire, da sprecare o da buttare come e con chi vogliono, e magari quel tempo che avevano riservato per voi, che arrivate troppo tardi, ora è riempito da altri, che nel frattempo si sono accomodati nel posto lasciato vuoto da voi e che adesso arrivano sempre per tempo (fortunatamente). Il tempo è denaro (dicono), forse, ma è anche decisioni importanti, sentimenti in bilico, una porta su quello che sarà, da una parte e su quello che non poteva essere, dall'altra. Il tempo non torna mai come prima, e bisognerebbe imparare sempre a cogliere l'attimo… ho detto “bisognerebbe”, perché non è mai così semplice. Il tempo ti fa capire le persone, ti aiuta a rimettere apposto i pezzi, o quando non è possibile fare questo, ti fa arrivare a conclusioni a cui, nella fretta non eri arrivato.. A volte è clemente, e aspetta… però “chi ha tempo, non aspetti tempo” e non è solo un detto, perché a volte basta proprio un attimo, e PUFFFFF…..
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domenica 4 dicembre 2016
Il rituale di corteggiamento del piccione. Storia semiseria.
Dopo un'attenta osservazione, anche divertente, racconto qui di seguito, il rituale di corteggiamento del piccione e la scelta della femmina.
Scelta che dura tutta la vita, perciò molto attenta e minuziosa.
I piccioni sono assolutamente monogami, quindi serissimi.
Questa spiegazione invece è del tutto leggera, ma comunque reale.
PRIMO ROUND : Il maschio sceglie la femmina tra centinaia. Già questo io lo prenderei come un privilegio! Il rituale comincia con tantissimi movimenti. Le gira intorno senza mollarla un momento, e se è il caso anche cacciando via eventuali altri corteggiatori! Inizia col gonfiarsi, allunga il collo e alza le piume e mentre la accerchia fa un verso di richiamo per farle vedere che lui è il più forte e il più bello di tutti, e sfoggia il suo piumaggio tutto colorato. Lei tranquilla, lo osserva per un po' e poi se ne va. Poi torna. Poi se ne va. Poi torna. Poi se ne va.. Ma ha già deciso! Solo che è donna e come tutte le donne un po’ se la tira, e poi vuol vedere se lui è degno. Lui che ormai l'ha scelta senza riserve, continua nella sua danza 24 ore su 24 come un ossesso rompicoglioni, finché lei non cede. Questo dura circa un mesetto.
SECONDO ROUND : Lei ha finalmente ceduto, ma ancora non si possono accoppiare perché prima il rapporto deve diventare stabile. Quando questo succede (circa una settimana) è la femmina a prendere l'iniziativa, picchiettando il maschio sul becco, così lui le offre del cibo, mettendoglielo direttamente in gola come con i pulcini, per farle capire che è pronto ad essere anche un buon padre che alleva la prole. A quel punto lui cerca il nido. Lo trova. Lei aspetta da qualche parte. Lui prepara tutto con foglie rami e quello che trova per creare un nido degno. Alla fine, la prende e ce la porta. Lei non entra, ma guarda da fuori, da delle beccate per vedere se si smonta. Se si smonta aspetta che lui rifaccia tutto da capo, se non si smonta entra ma resta in piedi per una notte intera, e lui fuori, non lo fa nemmeno entrare. Ci pensa bene, prova ad accovacciarsi, stende le zampette. La mattina dopo se le è piaciuto resta dentro e può entrare anche lui, sennò lei esce e lui deve ricominciare tutto finché non trova un posto che piaccia alla signora picciona e comunque deve far in modo che il nido non si smonti ...sennò si ricomincia bello mio!!!
TERZO ROUND : Lei si concede ma solo dopo che hanno tubato per 2 settimane in modo del tutto platonico, al massimo qualche bacetto non sia mai eh!
Saranno anche fedeli, ma che fatica!
Scelta che dura tutta la vita, perciò molto attenta e minuziosa.
I piccioni sono assolutamente monogami, quindi serissimi.
Questa spiegazione invece è del tutto leggera, ma comunque reale.
PRIMO ROUND : Il maschio sceglie la femmina tra centinaia. Già questo io lo prenderei come un privilegio! Il rituale comincia con tantissimi movimenti. Le gira intorno senza mollarla un momento, e se è il caso anche cacciando via eventuali altri corteggiatori! Inizia col gonfiarsi, allunga il collo e alza le piume e mentre la accerchia fa un verso di richiamo per farle vedere che lui è il più forte e il più bello di tutti, e sfoggia il suo piumaggio tutto colorato. Lei tranquilla, lo osserva per un po' e poi se ne va. Poi torna. Poi se ne va. Poi torna. Poi se ne va.. Ma ha già deciso! Solo che è donna e come tutte le donne un po’ se la tira, e poi vuol vedere se lui è degno. Lui che ormai l'ha scelta senza riserve, continua nella sua danza 24 ore su 24 come un ossesso rompicoglioni, finché lei non cede. Questo dura circa un mesetto.
SECONDO ROUND : Lei ha finalmente ceduto, ma ancora non si possono accoppiare perché prima il rapporto deve diventare stabile. Quando questo succede (circa una settimana) è la femmina a prendere l'iniziativa, picchiettando il maschio sul becco, così lui le offre del cibo, mettendoglielo direttamente in gola come con i pulcini, per farle capire che è pronto ad essere anche un buon padre che alleva la prole. A quel punto lui cerca il nido. Lo trova. Lei aspetta da qualche parte. Lui prepara tutto con foglie rami e quello che trova per creare un nido degno. Alla fine, la prende e ce la porta. Lei non entra, ma guarda da fuori, da delle beccate per vedere se si smonta. Se si smonta aspetta che lui rifaccia tutto da capo, se non si smonta entra ma resta in piedi per una notte intera, e lui fuori, non lo fa nemmeno entrare. Ci pensa bene, prova ad accovacciarsi, stende le zampette. La mattina dopo se le è piaciuto resta dentro e può entrare anche lui, sennò lei esce e lui deve ricominciare tutto finché non trova un posto che piaccia alla signora picciona e comunque deve far in modo che il nido non si smonti ...sennò si ricomincia bello mio!!!
TERZO ROUND : Lei si concede ma solo dopo che hanno tubato per 2 settimane in modo del tutto platonico, al massimo qualche bacetto non sia mai eh!
Saranno anche fedeli, ma che fatica!
sabato 3 dicembre 2016
Ricordi di un'estate
E così improvvisamente arrivava Settembre, anche se "Settembre" di fatto era già lì. La spiaggia cominciava a svuotarsi. Le prime nuvole nere si affacciavano all'orizzonte, sempre più minacciose e facevano andare via piano piano, anche gli ultimi temerari rimasti. Gli ombrelloni si chiudevano, riposti in un umido sgabuzzino, e i lettini tutti in piedi si facevano compagnia per parecchi mesi, appaiati dentro una stanzetta nel retro del bar. La spiaggia ora è umida e solitaria, calpestata solo da qualche gabbiano alla ricerca delle ultime briciole di cibo e da un paio di coppiette che vengono a cercare pace qui, coperte da pesanti teli di cotone invernale e giubbotti di piuma. Qualcuno passeggia col cane, calpestando le conchiglie portate a riva dall'alta marea, ma molto attento a non bagnarsi le scarpe perché ora è freddo e non è più tempo di lasciarsi asciugare al sole. Quella che prima è stata una distesa di risate, giochi, palloni e fotografie, ora è una lingua deserta e silenziosa dove lo sguardo della gente comune non cade più. I chioschi finiscono la stagione smontando le ultime assi del tetto, mentre il mare, sempre al suo posto, inizia ad ingrossarsi sotto le carezze un po' troppo pesanti del cielo. Il vento si fa rumoroso e alza su i granelli rimasti asciutti dalla mareggiata, le nuvole si abbassano e diventano ancora più cupe e all'orizzonte non si scorge nemmeno un barlume di luce. La pioggia inizia a cadere lenta e decisa. Non si ferma nemmeno davanti ad un venditore di teli da mare che passeggia sconsolato senza meta. Batte a terra, sui tetti dei bar chiusi, sui secchioni in metallo, ormai vuoti, sulle docce asciutte, sulle passerelle deserte. E continua la sua discesa incessante, sempre più forte, sempre più pungente, sempre più fredda.
Tutto è muto ora.
Gli uccelli sono nei nidi, al riparo; I venditori ambulanti sotto a qualche tetto di fortuna; gli spiaggianti a casa, con le famiglie.
Passerà tempo, giorni, mesi. Ma una mattina di fine Maggio Qualcuno di nuovo avrà la voglia di ricongiungersi con quella distesa di granelli che accarezzano la pelle, dopo un bagno salato rigenerante. E allora tutto ricomincerà di nuovo. Lettini, ombrelloni, sdraio e asciugamani riprenderanno vita. Il sole ci avvolgerà un'altra volta, e come l'estate appena passata, ogni domenica sarà un motivo per ritrovarci lì, con tutti annessi e connessi
...Compreso il caffè trasportato da Roma fino al 4° Cancello.
Tutto è muto ora.
Gli uccelli sono nei nidi, al riparo; I venditori ambulanti sotto a qualche tetto di fortuna; gli spiaggianti a casa, con le famiglie.
Passerà tempo, giorni, mesi. Ma una mattina di fine Maggio Qualcuno di nuovo avrà la voglia di ricongiungersi con quella distesa di granelli che accarezzano la pelle, dopo un bagno salato rigenerante. E allora tutto ricomincerà di nuovo. Lettini, ombrelloni, sdraio e asciugamani riprenderanno vita. Il sole ci avvolgerà un'altra volta, e come l'estate appena passata, ogni domenica sarà un motivo per ritrovarci lì, con tutti annessi e connessi
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venerdì 2 dicembre 2016
Amatrice 24/08/2016
Premetto che mi piace scrivere.
Mi scuso se in qualche modo urterò la sensibilità di qualcuno, ma penso che ogni vita è una storia che andrebbe comunque raccontata, specialmente quando a parlare è "solo un cane". - Stasera è caldo, una serata dall'aria ferma e tante tante stelle. Adoro le stelle. La gente, i vacanzieri e quelli del mio paese vociferano in strada e nelle piazzette c'è chi gioca a carte sotto la luna. I ragazzi si attardano sulle panchine, e qui noi ancora non rientriamo a casa. Mi piace passeggiare con loro, sempre. Specialmente con il piccolo, che per farmi andare piano mi riempie di biscottini buonissimi. Lo accontento e seguo il suo passo, così ogni tanto accenna a una corsetta, ma ha le gambe corte, perciò ci fermiamo quasi subito. C'è un carretto con le caramelle, ci fermiamo di nuovo qui davanti. E' pieno di luci e la musica ci avvolge. Lui mi tiene stretto, ma tanto io non avrei comunque intenzione di andare da nessun'altra parte. Lungo la passeggiata incontriamo un'altra famiglia, anche loro hanno una piccola bimba che tiene stretto un guinzaglio, a cui fa capo un esserino minuscolo tutto bianco che appena mi vede mi si fionda addosso. E' una cucciola, mi annusa dappertutto e vuole giocare, così le concedo di mordermi il naso. Ancora non sa bene come funzionano certe gerarchie. La lascio fare per un paio di minuti, poi ricominciamo a camminare. Io e il mio fratellino umano siamo un po' stanchi, così mamma e papà ci prendono in braccio. Lui sempre con la mamma, io sempre col papà. Così tutti contenti e felici ci avviamo di nuovo verso casa nostra, a piedi. Come entriamo il nanerottolo si infila il pigiamino e si lava i denti, io lo aspetto, seduto vicino al suo letto. Ho sempre dormito qui con lui, non si sa mai arrivassero mostri dall'armadio io sarò qui a salvarlo. Papà mi accarezza la testa e mi molla un bacio sul naso, poi chiude la luce e va al letto anche lui con la mamma. Sono un felice vecchietto. Siamo in vacanza qui, come ogni anno perché a me il caldo fa male e mi fa venire la tosse, ma qui stiamo al fresco e poi ci sono tanti prati in cui posso passeggiare indisturbato e anche poche macchine. Il caos cittadino mi stressa, così papà e mamma hanno comprato una casa per tutti noi e ci veniamo spesso e volentieri. - Qualche volta sogno prati sconfinati dove corro velocissimamente, mentre il mio fratellino umano mi segue lanciandomi la palla, che prendo al volo in balzi a dir poco surreali. In realtà non salto più, non ce la faccio, però ci divertiamo un mondo lo stesso. I miei sogni sono tutti colorati e spensierati. Stanotte all'improvviso mentre dormivo, ho sentito un tremore strano, una cosa che non mi era mai successa. Come se il nostro letto si spostasse da una stanza all'altra, come trascinato via. Poi un gran botto fortissimo. Un tonfo sordo, ma vicinissimo. Poi tanto silenzio, ma moltissime luci accese. Lentamente apro gli occhi ancora impastati di sonno e non so ancora se sto dormendo oppure se sono sveglio, ma al buio non vedo tanto bene, ho 12 anni. Sento l'aria fresca che mi accarezza il pelo. E' un sogno? Alzo la testa : stelle. Tantissime stelle che mi lasciano incantato. Adoro le stelle....... Ma improvvisamente torno a guardarmi intorno, ora vedo un po' meglio. Il letto dov'ero non c'è più. Lo cerco con gli occhi, ma niente. Allora cerco di alzarmi per fiutare, ma la mia coda è incastrata ...sotto una trave?? Il tetto è scomparso, sotto le mie zampe tanta terra, calcinacci, assi di legno, sassi,polvere e qualche straccio uscito dall'armadio. Ho una zampa rotta, non posso alzarmi. In lontananza vedo il mio fratellino umano disteso sul lettino e schiacciato da mezza parete che è venuta giù. Piange! Devo andare subito da lui. In un modo o nell'altro mi rimetto in piedi sulle zampe doloranti. Quella rotta mi fa malissimo e sono pieno di polvere negli occhi. Tutto intorno scricchiola e sembra che voglia crollare da un momento all'altro. Lo scenario è surreale, ma non sto dormendo. Posso sentire il rumore delle sirene in lontananza. Qualcuno chiama qualcuno. Altri gridano. Si sentono altri botti, altri tonfi, ho paura ma non posso distrarmi adesso, devo andare da lui. Sento la voce di papà, mi giro, è dietro di me in piedi e ha tutta la faccia impiastricciata di rosso, non capisco. Anche lui cammina tra i calcinacci e insieme andiamo al lettino del mio fratellino. Di lui riesco a vedere solo la mano sporgere dal letto e un piede che sbuca dal lenzuolo, per metà ancora rimboccato sotto al materasso. Piange e mi tende la mano. - Sono con te amico mio e non ti lascio. Papà mi tocca la testa, mi controlla sotto la gola e sulla pancia. Vede che ho la coda quasi mozzata e una zampa gonfissima che sanguina. Mi bacia e poi se ne va correndo ....dove va? Adesso piango anch'io, e abbaio per quanto posso. Qualcuno dovrà pur sentirmi, ma dov'è papà?? Sento tanto chiasso, voci, e sono stanco. Mi accuccio, vorrei dormire, ma lui mi chiama, e mi fa male la zampa e la coda. Non riesco a chiudere occhio, così ricomincio ad abbaiare. Forse è solo un brutto incubo, penso, ma poi mi accorgo che il sapore del sangue lo sento davvero. Di nuovo sirene. Sento un fischio, ma io da qui non mi sposto, nemmeno morto. Tutto si muove un'altra volta. Qualcosa che prima era rimasto in bilico, ora crolla definitivamente, e la mezza parete che era caduta sul corpo di mio fratello ora si è sgretolata in due parti, almeno liberandolo un po' dal peso dei calcinacci sul petto. A fatica mi metto più vicino a lui e lo bacio sulla faccia. Sangue. Sangue dappertutto. Ho paura. Respira, ma piange meno di prima. I suoi occhi guardano verso il cielo, anche lui ora vede le stelle e le fissa in un modo strano, quasi in trance. Lo bacio ancora per richiamare la sua attenzione, ma non gira nemmeno la testa. I suoi occhi si abbassano verso di me e il suo sguardo mi dice qualcosa che non vorrei sentire. Non posso andarmene piccolo mio, non puoi andartene nemmeno tu, non ancora, non così. Resto accoccolato vicino a lui finché non chiudo gli occhi per qualche minuto con la testa tra i suoi capelli, tutti ricci e sporchi di sangue e macerie. Il mio sangue e il suo sembrano quasi mescolarsi tanto stiamo appiccicati. Ma io non mi sposto e mi addormento... A un tratto qualcosa di umido mi tocca. Spalanco gli occhi di nuovo e vedo uno come me. Un cane con una pettorina rossa con una croce sopra, che mi annusa e immediatamente comincia a guaire e abbaiare come un ossesso. Volevo dirgli di fare piano, per non svegliare mio fratello, ma i soccorsi sono arrivati e lui non si muove più. I suoi occhi sono fissi su di me e il suo respiro è sempre più flebile. Più vicino di così non posso amico mio, ma non aver paura, tra un momento saremo fuori di qui. Papà è tornato e ora mi accarezza. Qualcuno mi prende in braccio, vuole portarmi via. Io cerco di aggrapparmi come posso alle lenzuola strappate, al lettino e al mio piccolo amico, ma non ce la faccio, così mi lascio prendere. Uscendo vedo un'ambulanza e una barella con sopra la mamma con gli occhi chiusi, forse anche lei sta riposando. Mi mettono su un lettino di fortuna e velocemente mi infilano un ago in vena con una strana sacca che penzola da un bastone. Non so che succede, di nuovo, ma improvvisamente ho tanto sonno.... due minuti e Morfeo mi rapisce. Sempre più piano sent la voce di papà che sta piangendo e grida. Stanno portando fuori anche il mio fratellino. Non posso aprire gli occhi, ho tanto sonno, ma sento ancora il suo odore qui con me. Ora dormo davvero. Sogno una valle erbosa. C'è anche lui, il mio adorato fratello e stiamo giocando insieme. I calcinacci non ci sono più e la mamma ha portato un cestino da picnic, evvai si mangia! - Quanto ho dormito non lo so, ma quando riapro gli occhi papà è qui davanti che mi fissa a mani giunte. Che avrò combinato stavolta? Non ricordo niente, ma lui si avvicina e mi accarezza piano. Dov'è lui papà? Lo avete portato dal dottore? E la mamma? I miei occhi cercano, ma non vedo nessuno. Per istinto cerco di scodinzolare, per fargli capire che sono felice di vederlo, ma mi accorgo che la coda non ce l'ho più. Me l'hanno tagliata per fermare l'infezione. Ora sono tutto fasciato nella parte posteriore. La zampa ce l'ho ancora invece, però è ingessata e mi hanno messo una placca di metallo pesantissima. Mi sembra di avere un macigno al piede. Papà mi prende in braccio ora, e mi porta in macchina. Mi addormento di nuovo senza capirci niente. Sogno di nuovo e vedo il mio fratellino e la mamma. Loro mi parlano ma io non posso toccarli, ne raggiungerli. Mi salutano, mi tirano dei baci con le mani e mi raccomandano di stare vicino a papà, che ci rivedremo, poi se ne vanno verso una strana luce, lontano.... in mezzo secondo mi risveglio come in un'illuminazione. Così tutto mezzo rotto mi alzo da questi quattro stracci, dove mi hanno appoggiato e vado da lui. Casa nostra non c'è più, adesso siamo in una tenda sotto al sole di fine Agosto. Papà è su una brandina da campeggio, ma la vacanza è finita. Mi avvicino e cerco la sua mano, ma lui si ritira girandosi dall'altra parte. Aspetto. Interminabili minuti, perché mi perdoni per aver preferito un posto fresco in montagna anziché il mare. Perché non veda in me la causa della sua perdita. Aspetto e mi sento "solo un cane". Lui piange adesso, lo sento. Però all'improvviso si gira verso di me, mi guarda e mi fa una carezza piano. Poi una seconda e un'altra. La mia codina che non c'è più si muove all'impazzata. Mi prende in braccio. Ho male dappertutto, ma mi lascio stritolare dal suo abbraccio. Non so ancora per quanto tempo ci sarò, ma fino a quel momento le sue braccia saranno la mia nuova casa piena di stelle.
Mi scuso se in qualche modo urterò la sensibilità di qualcuno, ma penso che ogni vita è una storia che andrebbe comunque raccontata, specialmente quando a parlare è "solo un cane". - Stasera è caldo, una serata dall'aria ferma e tante tante stelle. Adoro le stelle. La gente, i vacanzieri e quelli del mio paese vociferano in strada e nelle piazzette c'è chi gioca a carte sotto la luna. I ragazzi si attardano sulle panchine, e qui noi ancora non rientriamo a casa. Mi piace passeggiare con loro, sempre. Specialmente con il piccolo, che per farmi andare piano mi riempie di biscottini buonissimi. Lo accontento e seguo il suo passo, così ogni tanto accenna a una corsetta, ma ha le gambe corte, perciò ci fermiamo quasi subito. C'è un carretto con le caramelle, ci fermiamo di nuovo qui davanti. E' pieno di luci e la musica ci avvolge. Lui mi tiene stretto, ma tanto io non avrei comunque intenzione di andare da nessun'altra parte. Lungo la passeggiata incontriamo un'altra famiglia, anche loro hanno una piccola bimba che tiene stretto un guinzaglio, a cui fa capo un esserino minuscolo tutto bianco che appena mi vede mi si fionda addosso. E' una cucciola, mi annusa dappertutto e vuole giocare, così le concedo di mordermi il naso. Ancora non sa bene come funzionano certe gerarchie. La lascio fare per un paio di minuti, poi ricominciamo a camminare. Io e il mio fratellino umano siamo un po' stanchi, così mamma e papà ci prendono in braccio. Lui sempre con la mamma, io sempre col papà. Così tutti contenti e felici ci avviamo di nuovo verso casa nostra, a piedi. Come entriamo il nanerottolo si infila il pigiamino e si lava i denti, io lo aspetto, seduto vicino al suo letto. Ho sempre dormito qui con lui, non si sa mai arrivassero mostri dall'armadio io sarò qui a salvarlo. Papà mi accarezza la testa e mi molla un bacio sul naso, poi chiude la luce e va al letto anche lui con la mamma. Sono un felice vecchietto. Siamo in vacanza qui, come ogni anno perché a me il caldo fa male e mi fa venire la tosse, ma qui stiamo al fresco e poi ci sono tanti prati in cui posso passeggiare indisturbato e anche poche macchine. Il caos cittadino mi stressa, così papà e mamma hanno comprato una casa per tutti noi e ci veniamo spesso e volentieri. - Qualche volta sogno prati sconfinati dove corro velocissimamente, mentre il mio fratellino umano mi segue lanciandomi la palla, che prendo al volo in balzi a dir poco surreali. In realtà non salto più, non ce la faccio, però ci divertiamo un mondo lo stesso. I miei sogni sono tutti colorati e spensierati. Stanotte all'improvviso mentre dormivo, ho sentito un tremore strano, una cosa che non mi era mai successa. Come se il nostro letto si spostasse da una stanza all'altra, come trascinato via. Poi un gran botto fortissimo. Un tonfo sordo, ma vicinissimo. Poi tanto silenzio, ma moltissime luci accese. Lentamente apro gli occhi ancora impastati di sonno e non so ancora se sto dormendo oppure se sono sveglio, ma al buio non vedo tanto bene, ho 12 anni. Sento l'aria fresca che mi accarezza il pelo. E' un sogno? Alzo la testa : stelle. Tantissime stelle che mi lasciano incantato. Adoro le stelle....... Ma improvvisamente torno a guardarmi intorno, ora vedo un po' meglio. Il letto dov'ero non c'è più. Lo cerco con gli occhi, ma niente. Allora cerco di alzarmi per fiutare, ma la mia coda è incastrata ...sotto una trave?? Il tetto è scomparso, sotto le mie zampe tanta terra, calcinacci, assi di legno, sassi,polvere e qualche straccio uscito dall'armadio. Ho una zampa rotta, non posso alzarmi. In lontananza vedo il mio fratellino umano disteso sul lettino e schiacciato da mezza parete che è venuta giù. Piange! Devo andare subito da lui. In un modo o nell'altro mi rimetto in piedi sulle zampe doloranti. Quella rotta mi fa malissimo e sono pieno di polvere negli occhi. Tutto intorno scricchiola e sembra che voglia crollare da un momento all'altro. Lo scenario è surreale, ma non sto dormendo. Posso sentire il rumore delle sirene in lontananza. Qualcuno chiama qualcuno. Altri gridano. Si sentono altri botti, altri tonfi, ho paura ma non posso distrarmi adesso, devo andare da lui. Sento la voce di papà, mi giro, è dietro di me in piedi e ha tutta la faccia impiastricciata di rosso, non capisco. Anche lui cammina tra i calcinacci e insieme andiamo al lettino del mio fratellino. Di lui riesco a vedere solo la mano sporgere dal letto e un piede che sbuca dal lenzuolo, per metà ancora rimboccato sotto al materasso. Piange e mi tende la mano. - Sono con te amico mio e non ti lascio. Papà mi tocca la testa, mi controlla sotto la gola e sulla pancia. Vede che ho la coda quasi mozzata e una zampa gonfissima che sanguina. Mi bacia e poi se ne va correndo ....dove va? Adesso piango anch'io, e abbaio per quanto posso. Qualcuno dovrà pur sentirmi, ma dov'è papà?? Sento tanto chiasso, voci, e sono stanco. Mi accuccio, vorrei dormire, ma lui mi chiama, e mi fa male la zampa e la coda. Non riesco a chiudere occhio, così ricomincio ad abbaiare. Forse è solo un brutto incubo, penso, ma poi mi accorgo che il sapore del sangue lo sento davvero. Di nuovo sirene. Sento un fischio, ma io da qui non mi sposto, nemmeno morto. Tutto si muove un'altra volta. Qualcosa che prima era rimasto in bilico, ora crolla definitivamente, e la mezza parete che era caduta sul corpo di mio fratello ora si è sgretolata in due parti, almeno liberandolo un po' dal peso dei calcinacci sul petto. A fatica mi metto più vicino a lui e lo bacio sulla faccia. Sangue. Sangue dappertutto. Ho paura. Respira, ma piange meno di prima. I suoi occhi guardano verso il cielo, anche lui ora vede le stelle e le fissa in un modo strano, quasi in trance. Lo bacio ancora per richiamare la sua attenzione, ma non gira nemmeno la testa. I suoi occhi si abbassano verso di me e il suo sguardo mi dice qualcosa che non vorrei sentire. Non posso andarmene piccolo mio, non puoi andartene nemmeno tu, non ancora, non così. Resto accoccolato vicino a lui finché non chiudo gli occhi per qualche minuto con la testa tra i suoi capelli, tutti ricci e sporchi di sangue e macerie. Il mio sangue e il suo sembrano quasi mescolarsi tanto stiamo appiccicati. Ma io non mi sposto e mi addormento... A un tratto qualcosa di umido mi tocca. Spalanco gli occhi di nuovo e vedo uno come me. Un cane con una pettorina rossa con una croce sopra, che mi annusa e immediatamente comincia a guaire e abbaiare come un ossesso. Volevo dirgli di fare piano, per non svegliare mio fratello, ma i soccorsi sono arrivati e lui non si muove più. I suoi occhi sono fissi su di me e il suo respiro è sempre più flebile. Più vicino di così non posso amico mio, ma non aver paura, tra un momento saremo fuori di qui. Papà è tornato e ora mi accarezza. Qualcuno mi prende in braccio, vuole portarmi via. Io cerco di aggrapparmi come posso alle lenzuola strappate, al lettino e al mio piccolo amico, ma non ce la faccio, così mi lascio prendere. Uscendo vedo un'ambulanza e una barella con sopra la mamma con gli occhi chiusi, forse anche lei sta riposando. Mi mettono su un lettino di fortuna e velocemente mi infilano un ago in vena con una strana sacca che penzola da un bastone. Non so che succede, di nuovo, ma improvvisamente ho tanto sonno.... due minuti e Morfeo mi rapisce. Sempre più piano sent la voce di papà che sta piangendo e grida. Stanno portando fuori anche il mio fratellino. Non posso aprire gli occhi, ho tanto sonno, ma sento ancora il suo odore qui con me. Ora dormo davvero. Sogno una valle erbosa. C'è anche lui, il mio adorato fratello e stiamo giocando insieme. I calcinacci non ci sono più e la mamma ha portato un cestino da picnic, evvai si mangia! - Quanto ho dormito non lo so, ma quando riapro gli occhi papà è qui davanti che mi fissa a mani giunte. Che avrò combinato stavolta? Non ricordo niente, ma lui si avvicina e mi accarezza piano. Dov'è lui papà? Lo avete portato dal dottore? E la mamma? I miei occhi cercano, ma non vedo nessuno. Per istinto cerco di scodinzolare, per fargli capire che sono felice di vederlo, ma mi accorgo che la coda non ce l'ho più. Me l'hanno tagliata per fermare l'infezione. Ora sono tutto fasciato nella parte posteriore. La zampa ce l'ho ancora invece, però è ingessata e mi hanno messo una placca di metallo pesantissima. Mi sembra di avere un macigno al piede. Papà mi prende in braccio ora, e mi porta in macchina. Mi addormento di nuovo senza capirci niente. Sogno di nuovo e vedo il mio fratellino e la mamma. Loro mi parlano ma io non posso toccarli, ne raggiungerli. Mi salutano, mi tirano dei baci con le mani e mi raccomandano di stare vicino a papà, che ci rivedremo, poi se ne vanno verso una strana luce, lontano.... in mezzo secondo mi risveglio come in un'illuminazione. Così tutto mezzo rotto mi alzo da questi quattro stracci, dove mi hanno appoggiato e vado da lui. Casa nostra non c'è più, adesso siamo in una tenda sotto al sole di fine Agosto. Papà è su una brandina da campeggio, ma la vacanza è finita. Mi avvicino e cerco la sua mano, ma lui si ritira girandosi dall'altra parte. Aspetto. Interminabili minuti, perché mi perdoni per aver preferito un posto fresco in montagna anziché il mare. Perché non veda in me la causa della sua perdita. Aspetto e mi sento "solo un cane". Lui piange adesso, lo sento. Però all'improvviso si gira verso di me, mi guarda e mi fa una carezza piano. Poi una seconda e un'altra. La mia codina che non c'è più si muove all'impazzata. Mi prende in braccio. Ho male dappertutto, ma mi lascio stritolare dal suo abbraccio. Non so ancora per quanto tempo ci sarò, ma fino a quel momento le sue braccia saranno la mia nuova casa piena di stelle.
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