venerdì 2 dicembre 2016

Amatrice 24/08/2016

Premetto che mi piace scrivere.
Mi scuso se in qualche modo urterò la sensibilità di qualcuno, ma penso che ogni vita è una storia che andrebbe comunque raccontata, specialmente quando a parlare è "solo un cane". - Stasera è caldo, una serata dall'aria ferma e tante tante stelle. Adoro le stelle. La gente, i vacanzieri e quelli del mio paese vociferano in strada e nelle piazzette c'è chi gioca a carte sotto la luna. I ragazzi si attardano sulle panchine, e qui noi ancora non rientriamo a casa. Mi piace passeggiare con loro, sempre. Specialmente con il piccolo, che per farmi andare piano mi riempie di biscottini buonissimi. Lo accontento e seguo il suo passo, così ogni tanto accenna a una corsetta, ma ha le gambe corte, perciò ci fermiamo quasi subito. C'è un carretto con le caramelle, ci fermiamo di nuovo qui davanti. E' pieno di luci e la musica ci avvolge. Lui mi tiene stretto, ma tanto io non avrei comunque intenzione di andare da nessun'altra parte. Lungo la passeggiata incontriamo un'altra famiglia, anche loro hanno una piccola bimba che tiene stretto un guinzaglio, a cui fa capo un esserino minuscolo tutto bianco che appena mi vede mi si fionda addosso. E' una cucciola, mi annusa dappertutto e vuole giocare, così le concedo di mordermi il naso. Ancora non sa bene come funzionano certe gerarchie. La lascio fare per un paio di minuti, poi ricominciamo a camminare. Io e il mio fratellino umano siamo un po' stanchi, così mamma e papà ci prendono in braccio. Lui sempre con la mamma, io sempre col papà. Così tutti contenti e felici ci avviamo di nuovo verso casa nostra, a piedi. Come entriamo il nanerottolo si infila il pigiamino e si lava i denti, io lo aspetto, seduto vicino al suo letto. Ho sempre dormito qui con lui, non si sa mai arrivassero mostri dall'armadio io sarò qui a salvarlo. Papà mi accarezza la testa e mi molla un bacio sul naso, poi chiude la luce e va al letto anche lui con la mamma. Sono un felice vecchietto. Siamo in vacanza qui, come ogni anno perché a me il caldo fa male e mi fa venire la tosse, ma qui stiamo al fresco e poi ci sono tanti prati in cui posso passeggiare indisturbato e anche poche macchine. Il caos cittadino mi stressa, così papà e mamma hanno comprato una casa per tutti noi e ci veniamo spesso e volentieri. - Qualche volta sogno prati sconfinati dove corro velocissimamente, mentre il mio fratellino umano mi segue lanciandomi la palla, che prendo al volo in balzi a dir poco surreali. In realtà non salto più, non ce la faccio, però ci divertiamo un mondo lo stesso. I miei sogni sono tutti colorati e spensierati. Stanotte all'improvviso mentre dormivo, ho sentito un tremore strano, una cosa che non mi era mai successa. Come se il nostro letto si spostasse da una stanza all'altra, come trascinato via. Poi un gran botto fortissimo. Un tonfo sordo, ma vicinissimo. Poi tanto silenzio, ma moltissime luci accese. Lentamente apro gli occhi ancora impastati di sonno e non so ancora se sto dormendo oppure se sono sveglio, ma al buio non vedo tanto bene, ho 12 anni. Sento l'aria fresca che mi accarezza il pelo. E' un sogno? Alzo la testa : stelle. Tantissime stelle che mi lasciano incantato. Adoro le stelle....... Ma improvvisamente torno a guardarmi intorno, ora vedo un po' meglio. Il letto dov'ero non c'è più. Lo cerco con gli occhi, ma niente. Allora cerco di alzarmi per fiutare, ma la mia coda è incastrata ...sotto una trave?? Il tetto è scomparso, sotto le mie zampe tanta terra, calcinacci, assi di legno, sassi,polvere e qualche straccio uscito dall'armadio. Ho una zampa rotta, non posso alzarmi. In lontananza vedo il mio fratellino umano disteso sul lettino e schiacciato da mezza parete che è venuta giù. Piange! Devo andare subito da lui. In un modo o nell'altro mi rimetto in piedi sulle zampe doloranti. Quella rotta mi fa malissimo e sono pieno di polvere negli occhi. Tutto intorno scricchiola e sembra che voglia crollare da un momento all'altro. Lo scenario è surreale, ma non sto dormendo. Posso sentire il rumore delle sirene in lontananza. Qualcuno chiama qualcuno. Altri gridano. Si sentono altri botti, altri tonfi, ho paura ma non posso distrarmi adesso, devo andare da lui. Sento la voce di papà, mi giro, è dietro di me in piedi e ha tutta la faccia impiastricciata di rosso, non capisco. Anche lui cammina tra i calcinacci e insieme andiamo al lettino del mio fratellino. Di lui riesco a vedere solo la mano sporgere dal letto e un piede che sbuca dal lenzuolo, per metà ancora rimboccato sotto al materasso. Piange e mi tende la mano. - Sono con te amico mio e non ti lascio. Papà mi tocca la testa, mi controlla sotto la gola e sulla pancia. Vede che ho la coda quasi mozzata e una zampa gonfissima che sanguina. Mi bacia e poi se ne va correndo ....dove va? Adesso piango anch'io, e abbaio per quanto posso. Qualcuno dovrà pur sentirmi, ma dov'è papà?? Sento tanto chiasso, voci, e sono stanco. Mi accuccio, vorrei dormire, ma lui mi chiama, e mi fa male la zampa e la coda. Non riesco a chiudere occhio, così ricomincio ad abbaiare. Forse è solo un brutto incubo, penso, ma poi mi accorgo che il sapore del sangue lo sento davvero. Di nuovo sirene. Sento un fischio, ma io da qui non mi sposto, nemmeno morto. Tutto si muove un'altra volta. Qualcosa che prima era rimasto in bilico, ora crolla definitivamente, e la mezza parete che era caduta sul corpo di mio fratello ora si è sgretolata in due parti, almeno liberandolo un po' dal peso dei calcinacci sul petto. A fatica mi metto più vicino a lui e lo bacio sulla faccia. Sangue. Sangue dappertutto. Ho paura. Respira, ma piange meno di prima. I suoi occhi guardano verso il cielo, anche lui ora vede le stelle e le fissa in un modo strano, quasi in trance. Lo bacio ancora per richiamare la sua attenzione, ma non gira nemmeno la testa. I suoi occhi si abbassano verso di me e il suo sguardo mi dice qualcosa che non vorrei sentire. Non posso andarmene piccolo mio, non puoi andartene nemmeno tu, non ancora, non così. Resto accoccolato vicino a lui finché non chiudo gli occhi per qualche minuto con la testa tra i suoi capelli, tutti ricci e sporchi di sangue e macerie. Il mio sangue e il suo sembrano quasi mescolarsi tanto stiamo appiccicati. Ma io non mi sposto e mi addormento... A un tratto qualcosa di umido mi tocca. Spalanco gli occhi di nuovo e vedo uno come me. Un cane con una pettorina rossa con una croce sopra, che mi annusa e immediatamente comincia a guaire e abbaiare come un ossesso. Volevo dirgli di fare piano, per non svegliare mio fratello, ma i soccorsi sono arrivati e lui non si muove più. I suoi occhi sono fissi su di me e il suo respiro è sempre più flebile. Più vicino di così non posso amico mio, ma non aver paura, tra un momento saremo fuori di qui. Papà è tornato e ora mi accarezza. Qualcuno mi prende in braccio, vuole portarmi via. Io cerco di aggrapparmi come posso alle lenzuola strappate, al lettino e al mio piccolo amico, ma non ce la faccio, così mi lascio prendere. Uscendo vedo un'ambulanza e una barella con sopra la mamma con gli occhi chiusi, forse anche lei sta riposando. Mi mettono su un lettino di fortuna e velocemente mi infilano un ago in vena con una strana sacca che penzola da un bastone. Non so che succede, di nuovo, ma improvvisamente ho tanto sonno.... due minuti e Morfeo mi rapisce. Sempre più piano sent la voce di papà che sta piangendo e grida. Stanno portando fuori anche il mio fratellino. Non posso aprire gli occhi, ho tanto sonno, ma sento ancora il suo odore qui con me. Ora dormo davvero. Sogno una valle erbosa. C'è anche lui, il mio adorato fratello e stiamo giocando insieme. I calcinacci non ci sono più e la mamma ha portato un cestino da picnic, evvai si mangia! - Quanto ho dormito non lo so, ma quando riapro gli occhi papà è qui davanti che mi fissa a mani giunte. Che avrò combinato stavolta? Non ricordo niente, ma lui si avvicina e mi accarezza piano. Dov'è lui papà? Lo avete portato dal dottore? E la mamma? I miei occhi cercano, ma non vedo nessuno. Per istinto cerco di scodinzolare, per fargli capire che sono felice di vederlo, ma mi accorgo che la coda non ce l'ho più. Me l'hanno tagliata per fermare l'infezione. Ora sono tutto fasciato nella parte posteriore. La zampa ce l'ho ancora invece, però è ingessata e mi hanno messo una placca di metallo pesantissima. Mi sembra di avere un macigno al piede. Papà mi prende in braccio ora, e mi porta in macchina. Mi addormento di nuovo senza capirci niente. Sogno di nuovo e vedo il mio fratellino e la mamma. Loro mi parlano ma io non posso toccarli, ne raggiungerli. Mi salutano, mi tirano dei baci con le mani e mi raccomandano di stare vicino a papà, che ci rivedremo, poi se ne vanno verso una strana luce, lontano.... in mezzo secondo mi risveglio come in un'illuminazione. Così tutto mezzo rotto mi alzo da questi quattro stracci, dove mi hanno appoggiato e vado da lui. Casa nostra non c'è più, adesso siamo in una tenda sotto al sole di fine Agosto. Papà è su una brandina da campeggio, ma la vacanza è finita. Mi avvicino e cerco la sua mano, ma lui si ritira girandosi dall'altra parte. Aspetto. Interminabili minuti, perché mi perdoni per aver preferito un posto fresco in montagna anziché il mare. Perché non veda in me la causa della sua perdita. Aspetto e mi sento "solo un cane". Lui piange adesso, lo sento. Però all'improvviso si gira verso di me, mi guarda e mi fa una carezza piano. Poi una seconda e un'altra. La mia codina che non c'è più si muove all'impazzata. Mi prende in braccio. Ho male dappertutto, ma mi lascio stritolare dal suo abbraccio. Non so ancora per quanto tempo ci sarò, ma fino a quel momento le sue braccia saranno la mia nuova casa piena di stelle.

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