sabato 3 dicembre 2016

Ricordi di un'estate

E così improvvisamente arrivava Settembre, anche se "Settembre" di fatto era già lì. La spiaggia cominciava a svuotarsi. Le prime nuvole nere si affacciavano all'orizzonte, sempre più minacciose e facevano andare via piano piano, anche gli ultimi temerari rimasti. Gli ombrelloni si chiudevano, riposti in un umido sgabuzzino, e i lettini tutti in piedi si facevano compagnia per parecchi mesi, appaiati dentro una stanzetta nel retro del bar. La spiaggia ora è umida e solitaria, calpestata solo da qualche gabbiano alla ricerca delle ultime briciole di cibo e da un paio di coppiette che vengono a cercare pace qui, coperte da pesanti teli di cotone invernale e giubbotti di piuma. Qualcuno passeggia col cane, calpestando le conchiglie portate a riva dall'alta marea, ma molto attento a non bagnarsi le scarpe perché ora è freddo e non è più tempo di lasciarsi asciugare al sole. Quella che prima è stata una distesa di risate, giochi, palloni e fotografie, ora è una lingua deserta e silenziosa dove lo sguardo della gente comune non cade più. I chioschi finiscono la stagione smontando le ultime assi del tetto, mentre il mare, sempre al suo posto, inizia ad ingrossarsi sotto le carezze un po' troppo pesanti del cielo. Il vento si fa rumoroso e alza su i granelli rimasti asciutti dalla mareggiata, le nuvole si abbassano e diventano ancora più cupe e all'orizzonte non si scorge nemmeno un barlume di luce. La pioggia inizia a cadere lenta e decisa. Non si ferma nemmeno davanti ad un venditore di teli da mare che passeggia sconsolato senza meta. Batte a terra, sui tetti dei bar chiusi, sui secchioni in metallo, ormai vuoti, sulle docce asciutte, sulle passerelle deserte. E continua la sua discesa incessante, sempre più forte, sempre più pungente, sempre più fredda.
Tutto è muto ora.
Gli uccelli sono nei nidi, al riparo; I venditori ambulanti sotto a qualche tetto di fortuna; gli spiaggianti a casa, con le famiglie.
Passerà tempo, giorni, mesi. Ma una mattina di fine Maggio Qualcuno di nuovo avrà la voglia di ricongiungersi con quella distesa di granelli che accarezzano la pelle, dopo un bagno salato rigenerante. E allora tutto ricomincerà di nuovo. Lettini, ombrelloni, sdraio e asciugamani riprenderanno vita. Il sole ci avvolgerà un'altra volta, e come l'estate appena passata, ogni domenica sarà un motivo per ritrovarci lì, con tutti annessi e connessi
...Compreso il caffè trasportato da Roma fino al 4° Cancello.

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