domenica 11 dicembre 2016

Perché ci piace il Kindle (o il Kobo).

Carta riciclata, carta bianca, porosa, lucida. Carta liscia, ruvida, o mista. Fogli grandi, medi o piccoli. Anche piccolissimi o grandissimi. Pagine che girano per la voglia di scoprire cosa c'è dopo. Pagine che restano lì per giorni e giorni, perché non abbiamo tempo, oppure perché la storia non è abbastanza avvincente per spronarci ad andare avanti. Pagine singole, doppie, o con un fiore secco tra di loro. Volumi pesantissimi, o tascabili, che ci possiamo portare sul bus, in metro, o addirittura al mare. Caratteri leggibili o troppo piccoli, per chi non ha occhiali a portata di mano. Frasi sottolineate, o evidenziate, perché ci ricordano qualcosa, o perché non vogliamo perdere quel determinato pensiero, che ci fa capire, qualcosa.
E ancora. Volumi uno sopra all'altro in un angolo di casa, oppure come sostituzione alle gambe di un tavolinetto da salotto, o impilati in un arredo alternativo.
Appoggiati sul comodino, per un viaggio piacevole prima di dormire, o per conciliare il sonno, quando non arriva. Su un mobiletto al bagno per favorire la concentrazione di "certi momenti". Emozioni che corrono lungo le righe, ansia di voltare pagina, ricordi che affiorano e sfiorano, altri che se ne vanno perché siamo troppo immersi nella lettura. Qualcuno accosta una bevanda calda a quei momenti, qualcuno una fredda. Qualcuno lo usa su un divano, alcuni seduti ritti, sulla sedia di cucina. Altri nella sala di attesa di un dentista, e ancora altri sotto la pensilina, aspettando il treno, oppure, testematte nel traffico, in macchina, quando proprio non si cammina.
Tutto questo, e anche di più è un libro.
Il libro è quell'oggetto che non passerà mai di moda, che bene o male qualcuno scriverà sempre, per raccontarci altre storie. Il primo libro della storia (che conosciamo), risale all'anno 868 e proviene dalla Cina (e te pareva!) e contiene un'antica preghiera Buddista. Il libro fu ritrovato nel 1907 dall’archeologo ungherese Marc Aurel Stein, nelle Grotte di Mogao presso Dunhuang, nella regione cinese del Gansu. Il metodo utilizzato per stampare questo libro fu la Xilografia.
E poi a un certo punto arriva il Kindle, o il Kobo.

Il Kindle o il Kobo, sono due Ebook reader, italianizzando, sono due dispositivi per la lettura dei libri in formato elettronico. In parole povere, si carica un libro sul dispositivo e parte la lettura. La differenza sostanziale tra un E-reader e un altro dispositivo, è che l'e-reader non ha riflessi quando siamo sotto al sole, e serve esclusivamente per la lettura dei libri, perciò la memoria dedicata si usa solamente per la conservazione dei file. Questi dispositivi hanno il wi-fi integrato, se serve per connettersi ad internet qualora ci sia una connessione wi-fi disponibile, e scaricare libri in vari formati. Il Kobo legge molti formati in più del Kindle. Il Kindle in compenso costa un po' meno. Diciamo che personalmente trovo buoni tutti e due, poi la scelta è un po' a gusto. 
La bellezza dell'e-reader è che se ti piace un libro, ma non vuoi spendere troppi soldi, puoi comprarlo a prezzo bassissimo, o addirittura trovarlo gratis nei vari store. Questa cosa non è da poco, visto che a volte magari ci viene voglia di leggere un libro, ma per farlo bisogna comprarlo e se non è una delle nostre letture di solito interesse, lo lasciamo perdere, perché magari costa 10 euro, che non è moltissimo, ma sono sempre 10 euro, per un libro di cui siamo solo curiosi. In questo modo si possono leggere le cose più disparate, senza per forza doverle pagare tanto. 
Un'altra caratteristica che va alla grande, è che l'e-reader pesa pochissimi grammi (circa 170). Se anche un libro è grande, diciamo supera le 700 pagine, quindi in borsa pesa, con il dispositivo non abbiamo questo problema, e ce lo possiamo portare dietro anche tenendolo in tasca. Non è cosa da poco, per chi come me, fa scorpacciate di almeno un libro a settimana. 
Qualche altra differenza. 
Il Kindle non ha la retroilluminazione, perciò è proprio come sfogliare un libro, che con il buio della sera non si può più leggere e ci vuole una luce accesa. Il Kobo invece è dotato anche di led inseriti nella cornice, così da poter leggere anche di notte, sotto le coperte. 
Sia Kindle che Kobo hanno una batteria che dura settimane, e non un giorno, poiché l'unico consumo è nel momento in cui si "gira pagina", o si scarica un file, che tra l'altro può essere aggiunto anche collegando il cavetto al PC. 
Entrambi possono contenere quasi fino a 1400 libri, per la versione base, cioè con meno giga di memoria. Altrimenti siamo anche sui 3000 libri, se aumentano i giga e quindi la memoria. 
Le lettere sono fatte di inchiostro e non in pixel, per questo la loro lettura non stanca gli occhi, come farebbe un tablet o lo schermo di un PC.
Numeri alla mano, nel luglio 2010 le vendite di eBook hanno superato quelle di libri cartacei rilegati; nel gennaio del 2011, sorpasso anche sulle edizioni tascabili; nel maggio dello stesso anno, il sorpasso definitivo: per ogni 100 libri, di qualsiasi tipologia, vengono venduti 105 eBook. E' ovvio pensare che la convenienza ci sia realmente, e non sia solo una questione di mania per la tecnologia. 
Per quanto mi riguarda, un libro resta sempre un libro, e come molti che hanno acquistato uno di questi dispositivi, continuerò a comprarne qualcuno, se non altro almeno quelli del mio autore preferito, cioè Stephen King, per il quale sacrificherei anche l'ultimo centesimo! 
Di contro posso dire che è vero, una casa senza libri è una casa senza anima, però è anche vero che non si possono conservare sempre tutti i libri che si comprano perché se si legge molto, ci vorrebbe una biblioteca pari alla British Library, nel Regno Unito, a Londra, che contiene 170.000.000 volumi. Sarebbe bello, ma comunque non fruibile in termini di comodità! 
Che altro dire? ...Compratevi un E-reader, non ve ne pentirete! 






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